La luffa è una pianta il cui frutto, di forma cilindrica, privato della buccia e dei semi, si presenta come un reticolo spugnoso di fibre soffici e leggere, ma resistenti. Tagliando a pezzi il reticolo fibroso della luffa si ricavano da ogni frutto, in base alle dimensioni, circa 4 o 5 spugne. Da sempre è stata utilizzata per la produzione di spugne vegetali, ipoallergenica e biodegradabili, ottima alternativa alle spugne sintetiche e molto efficace per la sua azione levigante sulla pelle. Si sciacqua facilmente e, poichè non trattiene sapone e asciuga rapidamente, non ammuffisce: dura quindi nel tempo ed è particolarmente igienica.
Lucrezia Dal Verme e la sorella Drusilla ereditarono a metà Ottocento dallo zio Luigi Loschi (marito di quest’ultima) il patrimonio di famiglia. Le due energiche sorelle non si risparmiarono cortesissime ma al tempo stesso assai spinose lettere sulla questione ereditaria, per poter disporre della villa Loschi di Biron. Lucrezia avrebbe voluto in tutti i modi divenirne proprietaria, ma non poté alla fine rifiutare la proposta della sorella che, pur di ottenere la villa, le lasciò ingenti beni immobili rientranti nell’eredità Loschi. Ma il destino era scritto, e proprio grazie a Lucrezia e al suo matrimonio con Giulio Zileri, la villa sarebbe entrata alcuni decenni più tardi nell’asse ereditario degli Zileri. Lucrezia morì nel 1868 e quando Drusilla sentì l’incalzare dei tempi (morì senza prole nel 1885), dispose che la villa di Biron passasse a Camillo Zileri, figlio di Giulio e Lucrezia. Da allora il complesso assunse il nome di villa Loschi Zileri.